Seminari 2018-19

III anno: La percezione del Fondamento nella cultura scientifica (AA. 2018/19)

Fin dalle origini della cultura umana, la riflessione filosofica sul cosmo e sulla vita ha in genere portato ad ipotizzare l’esistenza di una causa o di un Fondamento che potesse giustificare l’essere e il divenire del mondo. Diverse sono state le immagini di questo Assoluto filosofico: solidale con il mondo stesso, dando origine a forme di monismo panteista, oppure distante ed estraneo, completamente distinto dal mondo, secondo una visione comunemente indicata come deismo. In realtà, dalle origini della filosofia, è stata presente anche la visione che negava l’esistenza di qualsiasi Fondamento, interpretando il mondo come frutto del caso o del chaos, affermando dunque l’assenza di ogni senso. Molti ambiti della cultura umana hanno sottoscritto, lungo la storia, ciascuna di queste visioni. La filosofia, inoltre, ha spesso cercato nel pensiero scientifico un sostegno per dimostrare la loro validità. Nelle riflessioni di alcuni scienziati contemporanei emergono oggi visioni di neo-panteismo, nelle quali il cosmo e la vita sono parte dell’Assoluto e coincidono con esso; o anche di neo-deismo, che pongono nel Fondamento dell’universo una causa ignota, di natura intelligente. Infine, la Rivelazione ebraico-cristiana riconosce il Fondamento di tutto in una Parola personale, un Logos creatore, proponendo una visione filosofico-teologica che ha in buona parte forgiato la cultura occidentale.

 


1. Il chaos e il caso: l’assenza del Fondamento

Roberto Timossi, filosofo e saggista

20 ottobre 2018

A partire dall’atomismo dell’epoca classica, con Democrito e Leucippo, una corrente di pensiero giunta fino ai nostri giorni, pone alla base della realtà la casuale combinazione degli elementi, l’assenza di ogni senso o progettualità, attribuendo alla materia le caratteristiche di un Assoluto eterno e auto-consistente. Il Chaos come Assoluto rivive oggi nelle formulazioni che pongono il caso e l’indeterminismo all’origine del cosmo e della vita.

Testi consigliati per la preparazione al seminario:
  • R. TIMOSSI, Nel segno del nulla, Lindau, Torino 2015
  • R. TIMOSSI, L' illusione dell'ateismo. Perché la scienza non nega Dio, San Paolo, Milano 2008

  

2. All is One: visioni panteiste del passato e del presente

Valentina Zaffino

1 dicembre 2018

L’idea della natura come un organismo, come un tutto in relazione, presente anche in Platone, è stata riproposta in molti modi lungo la storia. Partendo da specifiche visioni della meccanica quantistica e della cosmologia, alcune riflessioni filosofiche di uomini di scienza, suggeriscono di considerare l’universo come un tessuto di relazioni nel quale l’informazione è condivisa su larga scala. Il cosmo e la vita troverebbero il loro senso ultimo nel mantenere in essere questa unità organica, un tutto di cui l’uomo sarebbe in qualche modo parte.


 

3. Il dio-ragione: la prospettiva deista nella storia della scienza

Mario Micheletti

9 febbraio 2019

L’osservazione della complessità e dell’organizzazione presenti in natura, sia a livello cosmologico che biologico, ha spesso fatto pensare ad un’intelligenza ordinatrice che ne fosse la causa. Le immagini di tale intelligenza, tuttavia, sono state assai diversificate lungo la storia, entrando talvolta in conflitto con alcune spiegazioni sorte nel contesto delle scienze. Dalla visione della natura come orologio, comune nel deismo dei secoli XVII e XVIII,  si è giunti in epoca contemporanea a visioni che collocano nel fondamento della realtà un codice cosmico, un computer o qualche forma di intelligenza, anche impersonale. Non di rado gli uomini di scienza hanno contribuito, nel passato come nel presente, a far sorgere, sostenere o modificare, alcune di queste immagini.

 


 

4. La Parola creatrice: il Dio creatore della tradizione ebraico-cristiana

Giuseppe Tanzella-Nitti

16 marzo 2019

Prima che i filosofi pre-socratici speculassero su quale fosse il principio di tutti gli enti naturali e ben prima che il pensiero scientifico cominciasse ad analizzare la natura secondo principi di razionalità, la tradizione ebraico-cristiana affermava che nel Fondamento del mondo vi è una Parola creatrice, una Sapienza personale. Da tale visione sono sorte significative conseguenze anche per il pensiero scientifico. Si è così diffusa l’idea che nell’universo ci siano leggi naturali razionali e stabili, che l’evoluzione del cosmo e della vita siano sostenute da un principio finalista, che la storia abbia avuto un inizio e tenda verso un fine. Non ultima, anche la conseguenza che l’universo, essendo effetto di una parola personale, trasmetta un messaggio e possa rivelare qualcosa del suo Autore.